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VITIVINICOLTURA
Il vino
siciliano, nettare che eccita il gusto, l'olfatto e la vista, nasce
in un territorio da sempre vocato alla viticoltura e caratterizzato
da un paesaggio caldo, mediterraneo e ricco di storia.
I Fenici, audaci navigatori, portarono i vini in tutte le coste
del Mediterraneo, facendone uno dei prodotti più importanti
degli scambi commerciali di quell'epoca. Anche le grandi flotte
inglesi, durante il periodo napoleonico, favorirono il sorgere della
grande industria enologica incentrata su Marsala.
La provincia di Trapani, con i suoi attuali 67.000 ettari di terreno
coltivati a vigneto, ha la maggior superficie vitata d'Italia.
Ne consegue una produzione media annua di 4-5 milioni di ettolitri
di vino. Le caratteristiche naturali del terreno, le condizioni
climatiche caldo-umide e le scarse piogge hanno favorito lo sviluppo
della vite. I vigneti tipici della zona (Grillo, Catarratto, Inzolia,
Zibibbo, Trebbiano, Nero d'Avola) producono ottimi vini dalle illustri
tradizioni, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, alcuni dei
quali vantano la Denominazione di origine controllata (Doc): l'Alcamo,
il Marsala e il Moscato di Pantelleria.
L'Alcamo Doc
Riconosciuto da secoli come vino di qualità, si racconta
che il Bianco d'Alcamo fosse presente sulla tavola imbandita del
re di Borbone. Per molto tempo utilizzato come vino da taglio di
altri vini meno robusti prodotti nell'Italia settentrionale o in
Francia, ha avuto il riconoscimento di vino a Denominazione di origine
controllata fin dal 1972.
Ha colore giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli; odore
delicato con fragranza dell'uva di origine; sapore fresco, secco
e fruttato.
Il territorio dell'Alcamo Doc conta una superficie vitata di circa
15.000 ettari.
Nel nuovo disciplinare dell'Alcamo Doc si mantiene e si valorizza
il"classico" bianco prodotto con uve Catarratto bianco
comune o lucido, per una percentuale non inferiore all'80%, con
l'aggiunta di altri bianchi del territorio, e nello stesso tempo
si sta ampliando la piattaforma ampelografica, introducendo nuovi
vini rossi e nuove tipologie di prodotti.
Il Moscato e il Passito di Pantelleria
La più grande isola intorno alla Sicilia, dalla cui costa
dista 100 km, è Pantelleria, che, per la sua posizione strategica,
ha ospitato Fenici, Punici, Greci, Latini, Saraceni, Arabi.
È dominata dalla Montagna Grande, avanzo di un cono vulcanico
ed è tuttora ricca di sorgenti termali, getti di vapore,
grotte sature di vapori caldi.
L'isola di Pantelleria è conosciuta nel mondo per il suo
vino, il Moscato di Pantelleria. La DOC di Pantelleria proviene
dal vitigno Zibibbo, coltivato ad alberello rasoterra, in conche
scavate per proteggere le piante dal vento africano scirocco. La
coltura di questo vitigno iniziò con gli Arabi, che lo introdussero
dall'Africa, da Capo Zebib, da cui il nome del vitigno.
Le uve di Zibibbo opportunamente appassite fanno scaturire un vino
di naturale dolcezza, caratterizzato da un gusto dolce, aromatico
e profumato. È uno straordinario vino da dessert, ma si gusta
anche come vino da meditazione.
Premiato nel 1900 all'esposizione di Parigi, nel 1936 fu inserito
tra i tipici italiani per il suo "aroma delicato e fine, per
il suo sapore vellutato, dolce, carezzevole e generoso".
Il Marsala
Marsala, fiorente città costiera sul capo Lilibeo, patria
del famoso vino omonimo, vanta una secolare e ricca storia. Il Marsala,
grande vino liquoroso, ha una tra le storie più affascinanti
dell'enologia italiana. Nel 1773 fu "scoperto" dal mercante
inglese Woodhouse, che lo esportò in Inghilterra e nel 1796
costruì il primo stabilimento industriale a Marsala. Gli
imprenditori inglesi lo produssero e lo commercializzarono facendolo
conoscere in tutto il mondo. Nel 1844 era riconosciuto tra i vini
pregiati.
Il Marsala è il vino liquoroso, a Denominazione di origine
controllata, ottenuto da mosti, vini e loro miscele con l'aggiunta
di alcol etilico di origine vitivinicola o acquavite di vino. È
un vino che si distingue nei tipi fine, superiore, vergine, invecchiato
in pregiati legni, rispettivamente per uno, due, cinque anni, il
doppio per le riserve; viene imbottigliato unicamente nel territorio
d'origine; ha gusto, dolce, semisecco, secco; ha colori che vanno
dall' oro all' ambra, al rubino.
Le diverse tipologie permettono di degustare questo vino come aperitivo
(Marsala vergine e secco), accompagnato da alcuni formaggi (Marsala
secco), come vino da dessert e da meditazione (Marsala semi-secco
e dolce), ma anche come componente di gustose ricette culinarie.
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